Il Programma

CORAGGIO, SI CAMBIA!

Ambiente ed ecologia urbana:
una nuova visione 

Il bilancio e le società partecipate: trasparenza assoluta 

Programma per i nostri amici a 4 Zampe

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1. Il Bilancio e le Società Partecipate: trasparenza assoluta

La peculiarità di questa materia, che per caratteristiche intrinseche si rivolge ad un pubblico di "esperti", ci spinge a tentare di renderla accessibile e fruibile da tutti i cittadini. Per fare ciò è necessario proporre un linguaggio, se possibile, semplice ma soprattutto imporre come requisito fondamentale la trasparenza assoluta delle informazioni. La nostra missione è farci capire nei numeri, far coincidere le azioni con i numeri espressi dalla città. Amministreremo spiegando cosa facciamo e quanto spendiamo in modo chiaro, senza fraintendimenti, senza giochi di parole.

In quest'ottica rientrano anche le consulenze esterne a favore di professionisti che non sempre sembrano essere improntate a criteri di merito e competenza ed equidistanza dai "centri d'interesse". Non vogliamo foraggiare nessuno. I professionisti accettino le regole ed i criteri della Pubblica Amministrazione. E' a queste regole che tutti ci atteremo.

Noi stessi, assieme ai rappresentanti della macchina comunale (dirigenti, funzionari, impiegati) seguiremo scrupolosamente una logica di massima trasparenza sia per quanto attiene ai compensi (amministratori e posizioni apicali della dirigenza) che per quanto riguarda i propri curricula personali.

Riteniamo ci possano essere le condizioni per una rivisitazione del funzionamento della macchina comunale attraverso la mappatura delle posizioni e la ridistribuzione dei carichi di lavoro per uffici e servizi. L'obiettivo è quello di consentire la liberazione di tempo e di risorse spendibili a favore dei cittadini. Crediamo che il Comune di Piacenza abbia competenze professionali da riscoprire e valorizzare al meglio. I dipendenti capaci e seri ci sono, valorizziamoli!

Un occhio di riguardo meritano le partecipate, oggetto di importante verifica da parte della Corte dei Conti. Non intendiamo costituire nessuna nuova società partecipata dal Comune di Piacenza. E' necessario razionalizzare quelle esistenti. Alcune sono in perdita. Non è nostra intenzione mantenerle agonizzanti (con sperpero di spesa pubblica) per assicurare la poltrona di qualcuno.

In sintesi:

  • Trasparenza assoluta delle informazioni attraverso la pubblicazione sul sito web del Comune dei contratti di fornitura di beni e servizi. I fornitori dovranno essere oggetto di "verifica qualitativa" di comprovata efficienza.

  • Verifica attenta (economico-giuridica) dei bandi e dei contratti di fornitura con particolare attenzione alle consulenze esterne. No a nuove locazioni passive se non per casi di estrema necessità.

  • Rivisitazione del processo organizzativo della macchina comunale con valorizzazione delle eccellenze espresse sia in ambiti apicali che per la totalità dei dipendenti.

  • Utilizzo delle risorse comunali (laddove possibile) a scapito di appalti di fornitura esterna

  • Recupero della tassazione inevasa a causa di metodi inefficaci di percezione (es. mense scolastiche) o mancato presidio dell'andamento del gettito.

  • Verifica delle imposte locali con la conferma o implementazione di un sistema premiante per i proprietari che mettono a disposizione i propri immobili commerciali a prezzi calmierati.

  • Compressione massima dei rimborsi spese a favore degli Amministratori e dei Dirigenti del Comune prediligendo l'utilizzo dei mezzi esistenti e sensibilizzando l'uso di mezzi pubblici per gli spostamenti cittadini.

  • Riorganizzazione delle società partecipate (vedi piano operativo di razionalizzazione, Legge 190/2014) con comunicazione di ogni compenso percepito e incarichi stabiliti in base a professionalità chiare. Verifica dei dati conseguenti al processo di consolidamento delle partecipate. No a nuove partecipate.

2. La Sicurezza: il rispetto delle legalità senza sconti

La situazione dell'ordine pubblico nella nostra città è andata a peggiorando nel corso degli ultimi anni, sia a causa della crisi economica, sia a causa di un'immigrazione crescente e disordinata.

Alcuni reati ascrivibili alla microcriminalità, quali furti appartamento, borseggi, truffe e rapine, si sono via via moltiplicati creando nella cittadinanza una percezione diffusa di insicurezza.

Vogliamo aumentare la percezione di sicurezza nei Piacentini e in tutte le persone che transitano nella nostra città, soprattutto le fasce più deboli, anziani, bambini, donne.

La nostra città, un tempo oasi di pace e tranquillità dove chiunque poteva passeggiare di notte senza alcun timore, si è trasformata in un luogo mal sicuro e addirittura pericoloso in certi quartieri degradati, dove anche risse ed episodi di violenza si sono fatti purtroppo frequenti.

L'amministrazione comunale precedente ha sottovalutato il problema e solo negli ultimi tempi, per ragioni che riteniamo esclusivamente elettorali, ha cominciato ad affrontare la questione, sia pure in modo timido e disordinato.

Riteniamo, consapevoli che il mantenimento dell'ordine pubblico sia prerogativa principalmente dei corpi dello Stato, che un'amministrazione comunale attenta e sensibile alle richieste della cittadinanza possa fare molto pur restando all'interno delle proprie competenze. In particolare riteniamo che possa a contribuire a creare quel "clima" di legalità e rispetto delle regole volto a disincentivare i malintenzionati.

La collaborazione del corpo di Polizia Municipale e delle sue eccellenti risorse umane (ne vediamo la professionalità e la disponibilità attraverso il servizio reso alla città quotidianamente) sarà uno dei motivi cardine del successo del "programma sicurezza" della città.

A questo scopo proponiamo:

  • Istituzione di un Assessorato alla Sicurezza e Lotta al Degrado, per organizzare a tempo pieno il contrasto alla microcriminalità.

  • Mantenimento del Tavolo Provinciale per l'ordine e la sicurezza, cercando all'interno la massima collaborazione e il massimo coordinamento fra i vari corpi deputati all'ordine pubblico.

  • Presenza sul territorio di pattuglie di Polizia Locale (anche in borghese), presidi fissi nelle zone a rischio, reintroduzione del vigile urbano di quartiere, che svolgano le loro funzioni possibilmente coordinandosi con Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza.

  • Posizionamento di nuove telecamere nei punti nevralgici della città e manutenzione costante di quelle esistenti, verificandone regolarmente la funzionalità.

  • Lotta serrata e continua ad accattonaggio, bivacco nei parchi urbani, vendita abusiva e prostituzione.

  • Controllo di tutti gli affitti nelle zone a rischio della città, per verificarne la conformità alle norme di legge.

  • Sostegno ai gruppi di Controllo di Vicinato con incentivazione alla nascita di nuove unità in zone scoperte.

  • Interventi nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado per contribuire ad educare i giovani al senso civico al rispetto alle regole, all'attenzione verso i pericoli delle droghe e alcool.

Non vuole né deve essere uno "Stato di Polizia". Riteniamo comunque che, senza discriminazione alcuna, chi rispetta le leggi e si ispira al buon senso personale e collettivo rappresenti un modello di comportamento positivo e "contagioso" in grado di portare beneficio a tutta la città.

3. L'Ambiente e l'ecologia urbana: una nuova visione

L'Ecologia è la scienza che studia l'interazione tra esseri viventi ed ambiente in cui vivono. Persone, animali e piante condividono lo stesso habitat ed in quest' ottica si sviluppa il nostro programma sull' ambiente.

  • Istituzione di un assessorato per l'ambiente e la mobilità. Nella nuova struttura organizzativa del Comune di Piacenza, il comparto legato alle tematiche Ambientali avrà un ruolo di primo piano con un assessorato ad hoc che si occupi anche di gestione e governo della mobilità e del PUT (Piano Urbano del Traffico).

  • Mappatura delle aree verdi ed alberature cittadine. Il monitoraggio e la mappatura delle aree verdi sono indispensabili per definire le priorità d' intervento ed evitare che la mancanza di programmazione ci porti ad intervenire con azioni a danno avvenuto e senza gara d' appalto, con spreco inutile di denaro dei contribuenti.

  • Creazione di un Disciplinare per regolamentare la gestione del verde urbano. Per disciplinare intendiamo una raccolta di norme che ci permettono di classificare le esigenze in base a criteri ben definiti. Vi sono stilate le modalità di manutenzione ordinaria e straordinaria, che tengono conto anche del lato estetico e della tutela della biodiversità. Fondamentale per noi è concertare la stesura del disciplinare con le varie associazioni ambientaliste.

  • Passaggio al biologico per la gestione di infestanti ed insetti nocivi. Dal 2016 in Emilia Romagna è in vigore il nuovo PAN fitofarmaci. Fortunatamente tantissimi trattamenti con pesticidi sono stati rigorosamente normati e la totalità dei diserbi vietati nelle aree urbane al fine di tutelare la salute dei cittadini. Ad oggi la scelta biologica per la gestione del verde urbano è stata abbracciata con successo già da diversi comuni.

  • Dialogo con le associazioni di categoria agricole. Piacenza è circondata da una realtà agricola importante e riteniamo che proprio per questo sia indispensabile vigilare sul rispetto delle normative vigenti in materia di pesticidi e benessere degli animali da reddito. Vogliamo patrocinare iniziative atte a promuovere il Km zero mettendo a disposizione aree e creando eventi promozionali.

  • Impegno per la realizzazione di un parco nella zona ovest della città ed orti urbani. La nostra è una posizione netta e precisa, SI a mantenere la destinazione a verde della Pertite! Crediamo molto negli orti urbani e non basta dare la disponibilità di aree comunali ai cittadini che ne fanno richiesta. Nello specifico si possono concertare per esempio corsi di orticoltura ed apicoltura con l'Azienda Agricola Sperimentale Tadini, corsi finanziati da appositi bandi UE e che non graverebbero sul bilancio comunale

  • Riduzione delle emissioni inquinanti e mobilità sostenibile. Il nostro obiettivo è ridurre le emissioni inquinanti. Dobbiamo intervenire sulla mobilità urbana rendendola sostenibile tramite parcheggi scambiatori. Ogni parcheggio sarà dotato di Bus-navetta, deposito bici, totem informativo ed erogatori automatici di biglietti per Autobus. Favoriremo il passaggio, nel più breve tempo possibile, ad autobus elettrici ed a metano, più piccoli ed in numero maggiore; porremo anche attenzione a ridisegnare le tratte e le frequenze di passaggio delle corse urbane, in modo che la città sia servita in modo capillare ed efficiente. Si provvederà inoltre alla riconfigurazione ed all'incremento delle piste ciclabili. Imposteremo infine un protocollo di riduzione delle attività produttive più inquinanti presenti in città. Il nostro è un netto sì alla chiusura dell'inceneritore ed uno stop alla trasformazione dei cementifici ed attività varie in inceneritori.

  • Regolamentazione della raccolta dei rifiuti ed adozione della politica rifiuti zero. Politica rifiuti zero con passaggio alla raccolta porta a porta spostandoci verso una tassazione puntuale del servizio. Effettueremo una campagna di prevenzione e sensibilizzazione per educare tutti i cittadini.

  • Stop al consumo di suolo. Stop al consumo di nuovo suolo in favore della riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio abitativo ed artigianale già esistente.

  • Disciplina in ambito animali da affezione, reddito e selvatici. Vogliamo stilare un nuovo regolamento sul benessere animale in accordo con tutte le associazioni animaliste del territorio. Ci impegneremo nella promozione di campagne d'informazione sulle leggi vigenti in materia di protezione animali in attività di microchippatura e sensibilizzazione alla sterilizzazione il tutto atto a contrastare maggiormente il fenomeno del randagismo. Fondamentali sono le campagne vaccinazioni obbligatorie e piani di tutela delle colonie feline. Vogliamo migliorare le condizioni delle strutture di ricovero e promuovere corsi di formazione per i padroni di animali domestici e progetti di educazione nelle scuole. Il canile andrà riprogettato cosi che non sia più un parcheggio per randagi ma un luogo vivo, una struttura utile anche ai cittadini con animali in quanto sede di attività inerenti al benessere animale. Tutto ciò predisponendo gare d' appalto che favoriscano la conduzione della struttura da parte di associazioni animaliste, onlus e professionisti del settore cinofilo. Favoriremo attività e spettacoli che non prevedono l'uso di animali e prenderemo in esame la progettazione di un Cimitero degli animali cittadino. Troviamo inoltre necessario che la Polizia Municipale sia protagonista in tutto ciò che riguarda la difesa del benessere degli animali da affezione, da reddito e selvatici.

  • Caratterizzazione pubblica del servizio idrico. In linea con la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 si ritiene necessario introdurre nello statuto comunale il carattere di bene inalienabile dell'acqua.

4. La Mobilità Urbana

Lamobilità a Piacenza necessita di interventi urgenti ed incisivi.

Un intervento serio di mobilità urbana passa attraverso una progettazione d'insieme che sfocia nella creazione di un P.U.M.S. (Piano urbanistico di mobilità sostenibile). Il P.U.M.S. consente la programmazione e la pianificazione organica degli interventi superando la vecchia logica dell'interventismo a chiamata per la soluzione dei problemi contingenti di mobilità. E' un piano strategico che orienta la mobilità in senso sostenibile con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), ma con verifiche e monitoraggi a intervalli di tempo predefiniti, che sviluppa una visione di sistema della mobilità e si correla e coordina con i piani settoriali ed urbanistici a scala sovraordinata e comunale. I principi ispiratori sono l'integrazione, la partecipazione, la valutazione ed il monitoraggio. Il PUMS mettendo al centro le persone e la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità, segue un approccio trasparente e partecipativo che prevede il coinvolgimento attivo dei cittadini e di altri portatori di interesse fin dall'inizio del suo processo di definizione. Con il PUMS si supera l'approccio che vedeva il traffico come elemento critico su cui operare, a favore della valutazione delle esigenze di spostamento delle persone e della relativa offerta di modalità di spostamento sostenibile. Le caratteristiche che rendono sostenibile un Piano Urbano della Mobilità prevedono la creazione di un sistema urbano dei trasporti che persegua almeno i seguenti obiettivi:

  • garantire a tutti cittadini opzioni di trasporto che permettano loro di accedere alle destinazioni ed ai servizi chiave;

  • migliorare le condizioni di sicurezza;

  • ridurre l'inquinamento atmosferico e acustico, le emissioni di gas serra e i consumi energetici;

  • migliorare l'efficienza e l'economicità dei trasporti di persone e merci;

  • contribuire a migliorare l'attrattività del territorio e la qualità dell'ambiente urbano e della città in generale a beneficio dei cittadini, dell'economia e della società nel suo insieme.


Trasporto pubblico

E' necessario rivedere il parco mezzi in servizio. In centro storico vengono utilizzati mezzi sproporzionati, ovvero sovradimensionati rispetto al reale bisogno (fatti salvi unicamente gli orari di entrata/uscita dalla scuola). Utilizzando autobus più piccoli otterremmo il duplice scopo di ridurre l'inquinamento prodotto e ridurre l'impatto sul manto stradale. Bisognerà inoltre ripensare la frequenza delle corse ed i percorsi stessi delle linee urbane, al fine di rendere capillare il servizio sul territorio cittadino.

Parcheggi scambiatori

Da istituire in prossimità della città (già ben funzionante quello al parcheggio dello Stadio Garilli) che possano intercettare i flussi veicolari nelle quattro direttrici di entrata. Essi dovranno essere dotati di biglietterie, rastrelliere per biciclette, cartine della città e possibilmente dovranno essere piantumati.

Piste ciclabili

Bisognerà pensare a progettarne di nuove, ma prima ancora sarà necessario gestire meglio quelle esistenti, che versano per la maggior parte in stato di completo abbandono, se non di autentico degrado. Si dovrà comunque completare l'anello che affianca la cinta muraria, dotandolo di parcheggi coperti protetti da telecamere di sorveglianza.

5. Il Turismo: la grande scommessa della città e del suo territorio  

L'infinita rete di risorse costituita da monumenti straordinari, chiese, musei, residenze private che rendono unico il nostro capoluogo e la nostra provincia, rende possibile a Piacenza lo sviluppo di un turismo tanto culturale quanto enogastronomico e sportivo.

Piacenza può diventare attrattiva per i piacentini, per gli italiani e per gli stranieri e per questo si deve procedere creando sinergie tra le realtà esistenti, incentivando la collaborazione tra operatori del settore, commercianti, associazioni, artigiani, agricoltori e tutti quelli che possono contribuire alla formazione di un'offerta vincente che esalti il territorio, rispetti il paesaggio e l'ambiente e persegua il recupero e la riconversione del patrimonio infrastrutturale già esistente.

Ponendo l'attenzione su attività di reperimento fondi e finanziamenti UE e regionali finalizzati al sostegno economico degli operatori del settore (contributi per progetti di rivisitazione degli arredi urbani, esenzioni fiscali, programmi d'intervento per incrementare il movimento turistico e la qualità dell'offerta turistica) si possono realizzare progetti "su misura" per il nostro meraviglioso patrimonio territoriale.
I punti fondamentali per la modernizzazione e lo sviluppo del settore si articoleranno come segue:

  • Studio e rivisitazione di un marchio (brand) cittadino, che racchiuda e includa tutte le eccellenze offerte dal nostro territorio e che sia facilmente riconoscibile e spendibile in termini di comunicazione per sponsorizzare e promuovere sia nuovi che già consolidati eventi (culturali, sportivi, commerciali ecc.), con particolare attenzione alla finalità Centro Storico come centro commerciale naturale.

  • Progetti di marketing territoriale. Su questo punto Piacenza è davvero molto carente. Abbiamo un patrimonio da spendere e dobbiamo necessariamente promuoverlo adeguatamente. Per lo sviluppo del turismo sarà quindi imperativo che i tre assessorati interessati (Turismo, Cultura e Commercio) lavorino in sinergia, e che insieme sviluppino un'efficace strategia di comunicazione, con particolare attenzione alla rete, che è oggi probabilmente il veicolo più efficace di promozione.

  • Pacchetti turistici ad hoc che possano rispondere alle esigenze di tutti i turisti (locali, di prossimità, italiani e stranieri) in sinergia con i principali portali informativi per attirare e indirizzare i visitatori verso itinerari attrezzati e specifici (ad esempio ciclo-turismo, turismo itinerante, turismo fluviale).

  • Eliminazione delle barriere architettoniche

  • Installazione di cartellonistica multilingue che consenta la progettazione di itinerari completi con punti di degustazione e vendita di prodotti artigianali ed eno-gastronomici tipici della città, anche attraverso l'utilizzo di tecnologie di comunicazione smart e la rimodulazione dei trasporti locali con percorsi che valorizzino gli itinerari stessi.

  • Potenziamento dei punti d'informazione turistica, promuovendo progetti di collaborazione con gli istituti scolastici presenti sul territorio sotto forma di stage di formazione e progetti scuola/lavoro.

  • Proposizione di "Piacenza" come un pacchetto completo e uniforme che evidenzi le caratteristiche principali del nostro territorio. Il settore ha enormi possibilità soprattutto per quanto riguarda l'enogastronomia e i prodotti tipici.

6. La Cultura: un'opportunità di crescita

 "Qual'è il grande pericolo della situazione attuale? L'ignoranza. L'ignoranza più ancora che la miseria... Bisognerebbe moltiplicare le scuole, le cattedre, le biblioteche, i musei, i teatri, le librerie. Bisognerebbe moltiplicare i luoghi di studio per i bambini, i luoghi di lettura per gli uomini, tutte le organizzazioni, tutte le istituzioni in cui si medita, in cui si istruisce, in cui ci si raccoglie, in cui si impara qualcosa, in cui si diventa migliori; in una parola, bisognerebbe far entrare dovunque la luce nello spirito del popolo; perchè è a causa delle tenebre che ci si perde". V. Hugo

La cultura è un'opportunità di crescita, anche economica, e Piacenza è città di cultura.

Perché la cultura possa attuarsi e dare i propri frutti è necessario che si abbia un legame con il territorio. Non esiste cultura al di fuori dei rapporti umani e sociali all'interno di una comunità che vive il proprio territorio, nel nostro caso la città. Parlando di una città è insito nella definizione stessa di cultura il profondo legame che essa ha con le radici stesse di quella città, le sue tradizioni, i suoi usi e costumi e la sua lingua (dialetto). Ogni iniziativa di promozione culturale dovrà quindi necessariamente tener conto di quelle radici e di quella storia, per consentire all'anima del luogo di esprimersi nel modo più autentico e più ampio. In fondo il compito di chi si occupa di cultura in ambito cittadino, a qualunque livello lo faccia, è un compito soprattutto maieutico.

Se ci chiediamo qual'è l'anima di Piacenza stentiamo a dare una risposta univoca, e forse persone diverse darebbero risposte diverse... Piacenza è città contadina, è città di fede, è città di tradizioni nobiliari e di prelibatezze enogastronomiche, ma è anche città d'arte e di bellezza.

L'impegno di un'amministrazione pubblica che voglia occuparsi seriamente di valorizzare e sviluppare la cultura a Piacenza non può quindi essere che valorizzare il tanto che già esiste e creare le condizioni perchè qualcosa di nuovo e di attrattivo si possa sviluppare, a partire dalle numerose realtà culturali già attive sul territorio. Questo è ciò che noi ci impegniamo a fare, senza nascondere l'ambizioso obiettivo di ottenere per Piacenza, entro l'arco temporale del mandato amministrativo, il riconoscimento di Capitale della Cultura.

A tale scopo ci proponiamo di:

  • Istituire un Centro di Coordinamento che sovrintenda a tutte le attività culturali. Di questa struttura dovranno far parte esponenti del Comune, della Fondazione, delle Associazioni culturali, delle Scuole cittadine, delle Associazioni di commercianti e albergatori, e almeno un esperto di marketing e di comunicazione. Il Centro di Coordinamento avrà il compito di "mettere in rete" tutte le istituzioni culturali, così da creare sinergie ed evitare sovrapposizioni di eventi. Avrà inoltre il compito di promuovere la città a livello nazionale ed internazionale.

  • Porre attenzione alla manutenzione e valorizzazione del patrimonio esistente, anche attraverso il rifacimento complessivo di una segnaletica che indichi finalmente tutti i punti di interesse e li renda facilmente raggiungibili. I nostri musei (in particolare la Galleria Ricci Oddi e Palazzo Farnese) offrono un patrimonio di grande valore artistico che purtroppo è oggi appannaggio di una minoranza di cittadini, e soprattutto è poco pubblicizzato al di fuori delle nostre mura. Bisognerà progettare una riorganizzazione degli spazi museali, aprendoli a giovani talenti che possano trovarvi la possibilità di esprimersi attraverso mostre temporanee, favorendo un'apertura culturale ed una maggior frequentazione dei Musei.

  • Creare un evento annuale maggiore che coinvolga le organizzazioni culturali piacentine, e che potrebbe consistere in una mostra di arti visive da organizzare nel Palazzo Ex- Enel ed in altre location in collaborazione con Piacenza e Vigevano. Mostre di respiro nazionale ed internazionale, come dimostra la mostra sul Guercino attualmente in essere nella nostra città, portano importanti flussi di turismo e contribuiscono a sviluppare l'economia locale. Attorno a questo evento si potranno poi organizzare vari eventi culturali "minori" su tutto il territorio piacentino, coinvolgendo dunque anche le periferie, e che si ispirino all'evento la Fondazione di maggiore di quell'anno.

  • Ripristinare l'Estate Culturale 2.0 progettandola come evento diffuso su tutto il territorio cittadino. All'interno dell'Estate Culturale si potranno prevedere: un evento sul tema dei Cammini di Fede, concerti al campo Daturi e in altre aree, eventi temporanei nelle periferie e altri da organizzare con le associazioni. L'Estate Culturale potrebbe concludersi con il Festival del Diritto, se rivisto e aggiornato nei suoi contenuti.

  • Istituire una Giornata della Musica come già in altre città italiane: il programma sarà deciso in collaborazione con le Associazioni Musicali Piacentine.

7. Lo Sviluppo Economico: motore e collante della società

Lo sviluppo economico riguarda il benessere collettivo e il rapporto equilibrato tra la città, i suoi cittadini e l'ambiente in cui essi vivono.

La sfida sarà cercare di supportare al meglio e rilanciare il settore secondario e terziario che stanno vivendo, da qualche tempo, momenti di notevole crisi. Nel settore secondario la crisi è dovuta soprattutto all'ampiamento del mercato e della concorrenza a discapito della qualità e del prezzo del prodotto. Il nostro commercio locale ha invece subito un forte incremento di offerenti dovuta soprattutto alla creazione di ipermercati e centri commerciali senza un'adeguata regolamentazione.

Piacenza ha basi solide da cui partire e su cui investire; ha un motore sano e funzionante ma c'è bisogno che qualcuno indichi la strada da percorrere.

Manca una discussione generale sulle potenzialità occupazionali di questo territorio e chiari obiettivi per il futuro (recupero del manifatturiero e valorizzazione di agricoltura, turismo, servizi assistenziali e alla persona). E' quanto mai necessario, anche in questo ambito, creare una rete con le altre amministrazioni del territorio, con le imprese e con le associazioni.

Esiste poi un problema di passaggio generazionale e di perdita dei centri di controllo. Diverse aziende sane vengono acquisite da gruppi non piacentini o esteri che nel medio periodo tendono a spostare i centri decisionali e a volte anche quelli produttivi in altre sedi con conseguente perdita di posti di lavoro. Nel commercio questo fenomeno si manifesta nell'incremento di attività legati al franchising.


Ci proponiamo di:

  • Agevolare l'accesso ai bandi europei e regionali per le Piccole e Medie Imprese. Le aziende vanno sostenute, incentivate, informate e guidate nella partecipazione ai bandi UE per l'ottenimento di fondi europei. Vorremmo costituire un'attività informativa per sfruttare ogni opportunità in merito.

  • Incentivare e favorire l'accesso al microcredito per tutte le realtà piacentine che operano all'interno del nostro comune, ponendo particolare attenzione a quelle che portano avanti le nostre tradizioni artigianali ed enogastronomiche.

  • Favorire la progettazione e lo startup d'impresa, attraverso l'offerta di spazi di co-working, utilizzando le strutture di proprietà del Comune al momento non valorizzate, in grado di aggregare idee, competenze e tecnologie;

  • Creare un Tavolo per lo Sviluppo del Piacentino, organo informale e senza costi, aperto su base volontaria agli amministratori dei comuni del piacentino, Comunità Montana, rappresentanti dell'imprenditoria, commercio, agricoltura e servizi, turismo e ristorazione, agli operatori della formazione professionale, ai sindacati e agli operatori del credito, che abbia l'obiettivo di individuare e definire progetti economici con valenza trasversale per il territorio che coinvolgano soggetti pubblici e privati (proposta di progetti di valenza territoriale).

  • Promuovere un'economia etica e solidale all'interno del territorio con particolare attenzione alle realtà agricole che perseguono la filiera corta (agricoltura a km 0) favorendo campagne di comunicazione a sostegno di prodotti stagionali offerti da produttori locali, prodotti tipici del territorio, prodotti sfusi a prezzi accessibili e individuando aree agricole pubbliche e private da assegnare a gruppi di sviluppo territoriale seguiti dal comune, creati per giovani, disoccupati e anziani, per la produzione di prodotti agricoli autoctoni.

  • Spingere e stimolare il turismo culturale, enogastronomico e ambientale che è uno dei principali settori dell'economia che può espandersi in maniera compatibile con l'ambiente. Oltre ad avere grande potenziale dal punto di vista della crescita culturale ed economica della nostra città assume un'importanza anche come veicolo di sviluppo occupazionale.

8. Il Commercio e l'Artigianato.  

  • Il piccolo commercio e l'artigianato risentono del momento di grave crisi che ha coinvolto l'Italia da ormai un decennio. La situazione piacentina vede un numero elevato di chiusure d'imprese, anche storiche, a fronte di una crescita esponenziale delle grandi superfici commerciali avvenuta negli ultimi dieci anni prevalentemente in zone decentrate e periferiche della città. Tale fenomeno ha contribuito sensibilmente a diminuire l'afflusso di utenti nei negozi tradizionali con conseguente chiusura degli stessi.

    I nostri obiettivi sono:


  • Riavvicinare gli abitanti di Piacenza e i turisti alle attività locali valorizzando i mercati rionali, il centro storico naturale e le altre realtà commerciali cittadine, opponendoci alla realizzazione di nuovi insediamenti commerciali di grandi e medie superfici.

  • Realizzare parcheggi (in aree idonee) in prossimità del centro storico, creando convenzioni tra i commercianti e i gestori dei parcheggi, incentivando il bike-sharing.

  • Analizzare per comprendere come sono cambiate le abitudini negli acquisti coinvolgendo gli addetti ai lavori (associazioni di categorie, esperti di marketing e commercianti) per creare nuovi progetti da sviluppare insieme.

  • Riqualificare e rilanciare il centro storico creando una città più attrattiva e invogliante attraverso la cura dell'arredo urbano e l'uniformità dell'immagine.

  • Migliorare e sviluppare la comunicazione anche nelle province limitrofe di eventi ed iniziative della città, che consentano di identificare con anticipo ogni attrattiva e permettano ai commercianti di prepararsi agli eventi pianificati sfruttando al meglio ogni occasione.

  • Riorganizzare gli orari di carico e scarico per evitare un centro storico affollato soprattutto nelle aree pedonali.

  • Garantire il rispetto della legalità e della normativa vigente in materia di commercio e artigianato contrastando l'abusivismo e la concorrenza sleale attraverso un piano di controllo del territorio.

  • Incoraggiare nuove aperture e Start Up, sia commerciali che artigianali, promuovendo iniziative che favoriscano il ricambio generazionale delle attività artigianali e la collaborazione con le scuole professionali (stage e alternanza scuola/lavoro) per supportare le realtà già esistenti.

  • Integrare, promuovere e coordinare il calendario degli eventi turistici e culturali per la promozione delle attività commerciali.

9. Il Welfare che vorremmo

Viviamo in una regione che da circa un secolo pone la riflessione sociale al centro dell'agenda politica, è, perciò, fondamentale trattare questa tematica con il massimo rispetto e consapevolezza delle risorse e delle esigenze territoriali.

Abbiamo la fortuna di poter contare su servizi di eccellenza, personale qualificato, serietà delle storiche cooperative locali e, come valore aggiunto, vantiamo la presenza di un'università che da una parte forma professionisti, e dall'altra forgia i moderni approcci teorici per leggere ed intervenire su una società sempre più complessa e disomogenea.

Per questo motivo il Comune non deve porsi come un sordo erogatore di disposizioni, ma piuttosto un attento interlocutore capace di mettere in rete le preziose realtà territoriali, valorizzando le esperienze maturate nel corso degli anni.


Politiche abitative e della famiglia

L'analisi della popolazione della nostra città ci presenta un dato significativo, è dal 1974 che i nuovi nati sono di numero inferiore ai decessi. Questo dato ci pone di fronte al fatto che la popolazione piacentina vive un continuo invecchiamento che stimola una lecita domanda: quanti sono i piacentini che decidono di non fare figli per scelta e quanti, invece, non ne fanno come conseguenza di un gesto di responsabilità, determinato ad esempio dalla mancanza di un'abitazione adeguata, dalla possibilità di sostenere economicamente una maternità, o dalla precarietà dei contratti di lavoro.

Per questo motivo le politiche sociali devono slegarsi dalla retorica dello sterile assistenzialismo, e porsi in modo non stigmatizzante a favore della parte più viva, responsabile e generativa della società come i giovani, gli adulti in cerca di riscatto e le vittime delle contingenze socioeconomiche. Il M5S piacentino intende intervenire attraverso azioni improntate a:

  • sviluppare, sulla base dell'esperienza nordeuropea, soluzioni abitative di co-housing sociale, volto a ridurre gli sprechi di denaro pubblico e riqualificando aree urbane già cementificate;

  • arginare la diffusione delle fragilità "invisibili", promuovendo la cultura del mutuo aiuto e ideando progetti pilota di coabitazione tra adulti, disabili e anziani, al fine di offrire ai cittadini più deboli un contesto dignitoso, solidale e lontano dai paradigmi dell'ospedalizzazione;

  • introdurre il baratto amministrativo come forma di compensazione nei confronti del comune per i cittadini in condizione di indigenza.

  • Sostegno alle famiglie piacentine in difficoltà tramite l'accesso alla pubblica edilizia;

  • predisposizione di soluzioni abitative temporanee da utilizzarsi in caso di emergenze o calamità naturali;

  • osservare la massima trasparenza in tutti gli atti della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento, nel rispetto della privacy degli utenti, alle graduatorie per contributi economici ed emergenza abitativa;

  • implementare e approfondire i controlli contro le truffe a danno del servizio sociale, integrativo e previdenziale attraverso lo strumento delle verifiche incrociate da attuarsi in collaborazione con tutte le autorità competenti e autorizzate a tal fine.



Servizi alla Persona

La tradizionale concezione di welfare, che intende il servizio sociale come una sorta di "tassa sulla sfortuna", è un atto di deresponsabilizzazione che non possiamo più permetterci, è pertanto necessario, al netto delle difficoltà economiche, riconsiderare i Servizi alla Persona in una chiave moderna.

L'azione del Comune deve osservare i princìpi di ciò che la sociologia identifica con welfare generativo, ovvero, il concepire l'intervento sociale come uno strumento abilitativo, dove il focus non è venire in aiuto all'utente, bensì creare le premesse affinché l'utente possa aiutare se stesso e gli altri.

  • Strutturare il lavoro di rete tra amministrazione comunale e servizi, al fine di co-progettare gli interventi secondo una logica di trasparenza, qualità, riduzione degli sprechi, e l'adeguata formazione del personale.

  • Sviluppare, in corrispondenza dei servizi diurni e residenziali maggiormente ambiziosi, le necessarie strutture a bassa soglia, al fine di tutelare il lavoro degli operatori e calibrare il percorso degli utenti.

  • Introdurre una commissione di controllo dei servizi alla persona volto a monitorare la qualità dei servizi, degli edifici comunali, sprechi energetici, e la manutenzione/efficienza delle strutture per i disabili.

Famiglie

  • Contrastare la ludopatia attraverso controlli mirati e sostegno alle famiglie.

  • Erogare sconti ed esenzioni per il trasporto pubblico locale in base al reddito.

  • Creare una rete comunale integrata e rispettosa delle esigenze dei piccoli che possa accogliere i bambini più o meno occasionalmente anche senza la presenza dei genitori.

Disabilità

  • Tempestiva predisposizione del PEBA (Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche).

  • Finanziare progetti di formazione ed integrazione di persone con disabilità, promuovendo lo sviluppo di tutte le capacità di cui dispone ogni individuo, ponendosi come obiettivo il maggior grado di autonomia e la valorizzazione delle possibilità di ognuno.

  • Promuovere iniziative e laboratori volti a potenziare gli aspetti cognitivi-psicomotori e rafforzare l'inclusione sociale.

Anziani

  • Promozione di orti urbani e spazi di aggregazione per la terza età.

  • Promozione di interventi di sostegno assistenziale per favorire la permanenza degli anziani non autosufficienti nel proprio domicilio, prevedendo, sulla base delle risorse disponibili, corsi di formazione professionale per assistenti familiari e la costituzione di un apposito elenco, per favorire l'incontro tra domanda e offerta nel pieno rispetto della normativa e dei diritti di chi assiste di chi viene assistito.

  • Calendarizzazione di attività formative legate all'alfabetizzazione informatica, insegnamento delle lingue straniere, ed attività volte a rafforzare il benessere psicofisico.

Giovani

  • Aumentare e riqualificare gli spazi verdi garantendone la sicurezza e la costante manutenzione.

  • Promuovere il rapporto con le istituzioni e la partecipazione alla discussione politica con un dialogo diretto studenti/consigliere comunale, da attuare all'interno dell'istituto scolastico.

  • Rendere protagonisti i nostri giovani promuovendo e dando visibilità a manifestazioni in campo artistico, sportivo e musicale.

  • Promuovere percorsi di formazione legati alle arti e ai prodotti caratteristici del territorio.

  • Attivare politiche volte ad esaltare il rispetto reciproco e la lotta ai fenomeni di bullismo, e cyberbullismo.

  • Attivare progetti di promozione della salute, evidenziando gli effetti di alcool e droghe sulla crescita e sulla vita delle persone.

Asili nido e servizi per l'infanzia

  • Supportare e potenziare il sistema pubblico integrato tra asili nido pubblici e strutture convenzionate e privati, secondo linee guida fissate dall'amministrazione comunale che si propongano di omologare maggiormente le competenze delle figure operanti nelle diverse strutture, di controllare il rispetto dei rapporti educatore-bambino, e il rispetto delle esigenze dei minori e del contesto in cui esso è inserito

  • Favorire attività finalizzate allo sviluppo psicomotorio, all'educazione musicale e alimentare.

  • Incentivare la fruizione delle ludoteche comunali da parte dei cittadini diversificandone l'offerta educativa e formativa.

  • Creare degli spazi che possano ospitare i bambini accompagnati, conciliando anche eventuali esigenze famigliari o esigenze di socializzazione, soprattutto nei mesi invernali e nei festivi.

  • Potenziare la figura del "nonno vigile", migliorando ed incentivando la figura del "pedibus" per i bambini delle scuole primarie.


Volontariato e Terzo Settore

È in corso la riforma del terzo settore che cambierà pesantemente la normativa esistente. Il nostro compito sarà quello di aumentare la collaborazione con il centro servizi per il volontariato (SVEP) ed essere aggregatori e promotori del terzo settore. L'Italia può considerare il volontariato una delle sue più grandi risorse: persone che volontariamente e gratuitamente mettono a disposizione competenze e tempo per aiutare gli altri. Il nostro territorio affida al volontariato temi fondamentali come: sicurezza e salute (associazioni di raccolta sangue organi e tessuti, midollo osseo, soccorso, assistenza a disabili e bambini), promozione culturale (associazioni musicali) e sportiva.

Riteniamo doveroso:

  • Incrementare e incentivare i luoghi di incontro per favorire la collaborazione tra le associazioni e per favorire dei percorsi di formazione e crescita dei volontari.

  • Creare una consulta delle associazioni che, in collaborazione con lo SVEP, rappresenti le esigenze del volontariato e permetta all'amministrazione una politica in favore dello stesso.

  • Porre Il fare amministrativo maggiormente incentrato alla persona.

Le associazioni sono quindi interlocutori indispensabili per una buona amministrazione, da qui deve partire il fare amministrativo costruendo una consulta dedicata per ascoltare le esigenze del volontariato.  

9. La Sanità e la Salute

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano è, o forse è più corretto dire era, uno dei migliori del mondo, grazie alla sua accessibilità e universalità. Non possiamo però sottacere che una gestione politica troppo invadente ha portato a un incremento sostanziale dei costi di gestione, delle inefficienze e della corruzione, che oggi scontiamo come aumento dei ticket su farmaci e prestazioni, ed anche con la fine della rimborsabilità di numerosi esami clinici e strumentali e di numerosi farmaci.

I poteri conferiti all'Amministrazione Comunale in materia di politica sanitaria non sono molto estesi. Tuttavia, pur in questi limiti un po' ristretti, e con l'unico obiettivo di favorire i cittadini nella ricerca di una miglior tutela della salute e fruibilità dei servizi sociali, abbiamo individuato i seguenti punti che riteniamo fondamentali:

  • No al Nuovo Ospedale, per come è stato proposto il progetto dall'attuale Amministrazione, sia per motivi sia logistici che economici. In alternativa, per risolvere il cronico problema dei parcheggi e dopo attenta verifica della fattibilità (dati che oggi non sono in nostro possesso), proponiamo la bonifica dell'area ex-ACNA (attualmente in mano a privati), la realizzazione di un parcheggio multipiano nell'attuale posteggio del Polichirurgico e l'apertura dell'area militare e demaniale in prossimità di piazzale Torino. Infine esiste il serio pericolo che l'abbandono dell'attuale edificio dell'Ospedale, senza valide soluzioni di destinazione d'uso, porti ad una nuova zona di degrado difficilmente recuperabile.

  • Attivare un programma culturale di prevenzione delle malattie attraverso interventi volti a promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo consapevoli, per sviluppare l'autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione dalle malattie) e l'automedicazione semplice operata anche attraverso l'uso delle cosiddette medicine dolci o complementari, con un piano di informazione sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, uso ragionato e non abuso di farmaci, igiene mentale ) e sui limiti della prevenzione secondaria. Tale programma si articolerà in conferenze e seminari aperti a tutti e gratuiti, e soprattutto in interventi nelle Scuole di ogni ordine e grado, con il coinvolgimento di alunni, docenti e genitori.

  • Informare le persone sull'acquisto consapevole dei prodotti alimentari industriali, attraverso lo sviluppo della capacità di leggere le etichette dei prodotti.

  • Migliorare i servizi sanitari sul territorio attraverso il potenziamento della rete del welfare, il sostegno all'associazionismo sanitario in particolare alle Case della Salute, l'implementazione dei servizi di lungodegenza, sostegno ai servizi di Cure Palliative e al potenziamento delle Cure Domiciliari.

10. La Scuola, una risorsa irrinunciabile per Piacenza

 La scuola all'interno della società deve riacquistare una centralità per poter continuare a garantire a tutti i giovani un buon livello di istruzione e di integrazione sociale, elementi fondamentali per formare cittadini liberi e responsabili.

Il compito delle Pubbliche Amministrazioni è quello di mettere a disposizione una parte delle risorse economiche, umane, strutturali affinché l'Istituzione Scolastica di sua competenza - Nido, Scuola dell'Infanzia, Scuola Primaria e Secondaria - possa svolgere al meglio la sua funzione formativa ed educativa, come investimento per una collettività futura responsabile e consapevole.


La "scuola", in relazione alla competenza delle P.A., può essere diviso in due grandi macro-tematiche di intervento:

  1. Scuola come struttura;

  2. Scuola come luogo di confronto, di conoscenza e di acquisizione di cultura e di regole del buon vivere.

Per quanto riguarda la prima tematica, quella della Scuola come struttura:

  • Emerge come prioritaria la necessità di risolvere il problema del mancato rispetto delle norme di sicurezza negli edifici scolastici. Purtroppo molte strutture che ospitano le scuole risultano essere obsolete, inadeguate per affrontare in sicurezza emergenze che potrebbero intercorrere (terremoti, incendi etc). Si rende improrogabile effettuare una valutazione degli interventi necessari, secondo una scala di priorità.

  • Gli spazi a disposizione spesso risultano insufficienti e inadeguati per valorizzare una didattica laboratoriale, favorire l'apprendimento in piccoli gruppi, fornire agli insegnanti luoghi idonei al confronto con i colleghi all'interno della scuola. Tutti provvedimenti inseriti nelle indicazioni emanate dal MIUR e che meritano di poter essere sviluppati.

  • Le strutture predisposte ad accogliere i minori in età prescolare, in particolare il Nido, non riescono a soddisfare tutte le richieste di accesso al servizio. L'idea è di poter aumentare il numero di posti disponibili cercando di accontentare il maggior numero possibile di cittadini.

Per quanto riguarda la seconda e più complessa tematica, quella della scuola nel suo essere promotrice di confronto, conoscenza e acquisizioni culturali, la collaborazione tra Scuola, Comune, Servizi Socio Sanitari e Famiglie spesso non è facilitata dall'eccessiva burocrazia, dalla mancanza di condivisione di un codice o di un canale di comunicazione comune, o da altri fattori ancora. Si rende necessario:

  • Indirizzare meglio le risorse messe in campo aumentando le verifiche utili a monitorare l'andamento dei servizi e progetti promossi dalla P.A. per poterle correggere e migliorare.

  • Implementare l'inserimento e la buona riuscita degli alunni che frequentano le Istituzioni Scolastiche del territorio piacentino, potenziando e valorizzando servizi e progetti nuovi e già in essere, volti appunto a questo scopo, ed auspicando che possano anche essere inseriti nei PTOF (Piani Triennali di Offerta Formativa) delle varie scuole per garantire una continuità d'intervento.

  • Potenziare la rete di supporto agli alunni con difficoltà dell'apprendimento, composto da personale qualificato e strumenti per l'e-learning da realizzarsi sia in spazi esterni alla scuola sia all'interno delle scuole stesse. Incoraggiamento alla formazione degli insegnanti e degli educatori ed all'effettuazione di screening per l'individuazione precoce delle difficoltà, consentendo eventualmente di mantenerle monitorate.

  • Realizzare spazi e momenti per valorizzare e stimolare l'attività psicomotoria e l'esperienza artistico espressiva nelle diverse età dell'infanzia e adolescenza.

  • Supportare la fruizione degli impianti sportivi comunali da parte delle scolaresche fornendo la possibilità del trasporto.

  • Migliorare della mensa scolastica, incentivando maggiormente la cultura del consumo di frutta e verdura nelle scuole, ovviamente privilegiando cibi di qualità, provenienti da agricolture biologiche, possibilmente provenienti dal territorio piacentino e coerenti con la stagionalità.

  • Favorire la fruizione dei teatri comunali.

Inoltre...

  • Crediamo che, in virtù di una libera ma motivata scelta da parte delle famiglie che, per motivi economici, culturali o alimentari, ritengono di avere la necessità di non avvalersi della mensa scolastica, le famiglie stesse possano fornire il pasto da consumare a scuola. Il comune, qualora si verificasse la richiesta, potrebbe mettere a disposizione il personale addetto alla sorveglianza degli alunni durante il pasto.

  • Crediamo nella creazione di un centro di raccolta di materiale di scarto delle industrie che può essere riutilizzato per le attività didattiche. (Abbiamo una bellissima esperienza nella città di Reggio Emilia: ReMida. Vengono raccolti materiali di scarto di varia natura dalle industrie, e le scuole e le associazioni, previa sottoscrizione di una tessera del valore di 30€ annue, possono prendere gratuitamente tutto il materiale di cui necessitano durante l'anno scolastico. Re mida fornisce materiale anche a diverse scuole della provincia di Piacenza, Parma, Modena e, ovviamente, Reggio Emilia).


11. L'Urbanistica

Progettare il futuro, consapevoli della nostra storia, della nostra cultura e del rispetto dell'ambiente che abitiamo, riportando al centro i cittadini, il loro benessere, il loro territorio, la loro città, Piacenza.

Questa, in sintesi, è la nostra visione di Piacenza, il sogno che ci proporremo di realizzare quando saremo al governo della città.

In questa prospettiva un ruolo centrale sarà giocato dall'urbanistica, che non dovrà più essere considerata come semplice motore di sviluppo economico limitato all'introduzione di nuove aree edificabili, ma diventare progettazione organica degli spazi, pubblici e privati, finalizzata all'ottimizzazione del rapporto tra i cittadini e l'ambiente che li ospita.

I nostri principali obiettivi:

  • Tutelare in modo assoluto il territorio non edificato, incentivando e facilitando il recupero e la ristrutturazione degli edifici esistenti.

  • Promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, quale fattore di sviluppo e di sfida per la tutela dell'ambiente, con particolare attenzione alla messa in sicurezza degli edifici, pubblici e privati, ed alla bonifica dei siti inquinati.

  • Attuare processi partecipativi, non informativi, i processi partecipativi delle passate amministrazioni altro non sono stati che semplici comunicazioni pubbliche di scelte già definite nelle "stanze dei bottoni", per noi invece partecipazione è il coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle decisioni territoriali, prestando la massima attenzione al ruolo delle Consulte, come organismi capaci di fornire preziose informazioni riguardo ai bisogni dei territori oltre a suggerire proposte che costituiranno importanti contributi ai processi decisionali da recepire attraverso gli strumenti urbanistici.

  • Riqualificare le zone periferiche della città, mediante l'insediamento di attività commerciali di vicinato, servizi pubblici di quartiere, parchi e giardini adeguatamente attrezzati e strutture finalizzate a favorire l'integrazione tra le differenti culture che le abitano.

  • Operare un approfondito censimento del patrimonio edilizio pubblico inutilizzato al fine di individuaregli immobili più idonei da destinare all'esigenza abitativa (social housing), residenze universitarie, alla creazione d'incubatori d'imprese, centri per lo sviluppo di arte e cultura.

  • Analizzare approfonditamente le frettolose ed approssimative decisioni prese dall'amministrazione uscente, ed intervenire ove possibile al fine di razionalizzare l'impatto economico delle stesse sulle casse Comunali, con particolare riferimento ai casi di Borgo FaxHall, nuovo ospedale, protocollo d'intesa per le aree militari, ampliamento aree destinate alla logistica.

  • Pianificare, in cooperazione con i Comuni limitrofi e con l'Amministrazione Provinciale, una rete interconnessa di piste ciclabili.

  • Negare l'ampliamento del polo logistico. In quella direzione la città ha già dato. Sentiamo ripetere da più parti che sarebbe logistica di "nuova generazione", ammettendo di fatto che quella esistente, di vecchia generazione, ha portato più danni che benefici (l'aspetto positivo di quest'ultima è la crescita nell'utilizzo del canale ferroviario). Una semplice domanda: come può, la cementificazione di un altro milione di metri quadrati di territorio agricolo, essere di nuova generazione?

12. Il Progetto Giovani

Raramente nei programmi politici si trova una sezione dedicata interamente ai giovani, noi puntiamo sulla loro freschezza e sull'innovazione culturale per la nostra città. Abbiamo la possibilità, dentro le istituzioni, di portare il divertimento della comunità e il meritato svago tra le materie da prendere con massima considerazione.

Per questo ci proponiamo di:

  • Organizzare l'evento annuale "Piacenza Comics & Games". Vogliamo portare a Piacenza l'ambizioso evento annuale "Piacenza Comics & Games" prendendo spunto dall'evento numero uno d'Italia che si tiene a Lucca e a cui partecipano oltre 400 mila persone ogni anno occupando tutto il centro storico. Numeri considerevoli perché Piacenza può trasformare il suo centro storico e la zona del pubblico passeggio in un villaggio di bancarelle e costumi, riempiendo le piazza con stand e concerti e i teatri in luoghi di eventi con ospiti d'onore. Questa idea nasce anche dal fatto che nel nord Italia eventi di questa portata sono rarissimi e sempre molto frequentati.

  • Creare una Tessera per teatro e cinema in centro (e iniziative legate ai musei) che permetta notevoli agevolazioni per chi sceglie il teatro e il cinema in centro. Numerosi visitatori scelgono Piacenza poiché è una delle poche città al Nord che ha il cinema nel centro storico; abbiamo uno splendido Teatro Municipale e numerosi spazi teatrali ancora mal sfruttati, e un cinema che sta morendo.

  • Organizzare la "Silent disco" appoggiata dal Comune: abbiamo spazi comunali che possono essere sfruttati gratuitamente per ospitare l'innovativa "Silent Disco" oppure un'notevole parco comunale con piscina dove verranno organizzate feste in estate supervisionate da giovani per musica e veri Aperitivi (con la A maiuscola).

  • Fornire Attestati di volontariato emessi dal Comune e bonus partecipazione: la partecipazione è un bene prezioso, soprattutto a Piacenza, e il comune deve premiarla. Vogliamo creare un elenco di volontari annuali che riceveranno un attestato di tirocinio/partecipazione svolto per il Comune di Piacenza emessi e firmati dal Comune stesso con valenza formativa e particolari bonus utili nella quotidianità, senza dimenticare l'opportunità di condividere insieme il miglioramento e la conoscenza della nostra città.

  • Aggiornare le Biblioteche con una versione 2.0: per il benessere di chi studia vogliamo aprire innanzitutto un polo di studio permanente la domenica, aumentare la potenza e la stabilità di Guglielmo e valutare l'ampliamento di spazi di studio e ristoro alla Passerini Landi anche inserendo distributori di cibo più salutari per chi vuole consumare un pasto in loco.

13. La Connettività: mai più senza rete.  

Redazione di un piano di Disaster Recovery per garantire i servizi il più possibile fruibili al cittadino. L'art. 50bisc.4 del CAD impegna le Amministrazioni a definire piani di continuità operativa e di Disaster Recovery sulla base di appositi e dettagliati studi di fattibilità tecnica. Sicuramente sarà un investimento dotarsi di infrastrutture "di ridondanza" ma sono indispensabili per garantire una protezione adeguata dei dati e una maggior produttività.

Studiare la fattibilità per razionalizzazione l'infrastruttura digitale: La regione Emilia Romagna ha fatto notevoli investimenti ed ha realizzato (sta realizzando) tre datacenter a disposizione delle pubbliche amministrazioni. Come scritto nelle linee guida dell'Agenzia per il digitale e nell'agenda digitale europea occorre ridurre la spesa delle infrastrutture attraverso uno studio di fattibilità ed un'analisi dell'infrastruttura esistente per valutare i possibili risparmi di una gestione intelligente.

Inserire il Green Computing all'interno del Comune: per ridurre le spese energetiche e abbassando il dispendio di inquinamento. Dalle cose più semplici come standby di fotocopiatori (che spesso vediamo accesi) al risparmio energetico di monitor e computer.

Aumentare l'utilizzo di software gratis estendendolo anche ad applicativi dipartimentali (quindi non solo Libreoffice ma, per esempio, Librecad)

Monitorare i consumi energetici uffici/sedi, magari in collaborazione con gli istituti tecnici proponendo stage e raggiungendo un doppio obiettivo formativo/pratico.

Ristrutturare e potenziare la rete wifi pubblica con l'introduzione di landing page con informazioni turistiche e vendita spazi pubblicitari.

Diffondere opuscoli ed incontri formativi per la cittadinanza al fine di promuovere un utilizzo consapevole della carta di identità elettronica: non è solo un documento d'identità fisico ma attraverso il CIE, la CNS si possono sempre più fare servizi comodamente seduti al proprio computer.

Implementare e potenziare i corsi di Pane ed Internet e introdurre il corso per "utilizzo consapevole nuove tecnologie". Un corso per i ragazzi a scuola e per genitori la sera per illustrare le pericolosità del web e fornire nozioni su come filtrare i contenuti piuttosto che come controllare le navigazioni e limitare l'utilizzo delle nuove tecnologie senza limitare l'operatività dei ragazzi.

Integrare servizi online con SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale, attivo dal 15 marzo 2016).

Implementare e aggiornare gli open data; Gli open data sono strumenti utili in primis agli amministratori. Se un'amministrazione non cura l'aggiornamento del sito e non analizza e aggrega i dati per esempio sugli incidenti, non potrà migliorare la circolazione e rendere la città più sicura. I dati sono a disposizione di tutti, per esempio per chi cerca lavoro, chi vuole scegliere un indirizzo di studio e dobbiamo avere un ruolo attivo nella realizzazione dei dataset regionali.

Potenziamento applicazione del Comune di Piacenza attraverso una integrazione con i servizi al cittadino. Per esempio ricevere come notifica per la scadenza di una rata della mensa o una rata del nido o poter consultare i servizi online comodamente dallo smartphone.

Creare una applicazione con la funzione di "portale del cittadino" per avere una piattaforma di democrazia popolare con sondaggi e proposte dal basso e miglioramento piacenza partecipa.

Aumento la partecipazione delle scuole nel processo evolutivo dell'ente non solo tirocini ma laboratori di idee e partecipazione.  

14. Lo Sport

Il Comune nel settore dello sport ha un duplice compito: da un lato è l'unico soggetto deputato alla gestione e manutenzione degli impianti, dall'altro ha l'importante funzione di stabilire una politica sportiva attorno alla quale costruire progetti ed eventi. Il nostro obiettivo è dare il giusto supporto sia alle società di alto livello che a quelle più piccole, giovanili e amatoriali, che devono essere affiancate quotidianamente nella loro attività.


A questo scopo ci proponiamo di:

  • Introdurre un sistema di valutazione sull'uso degli impianti sportivi e ricreativi comunali dati in licenza, rivedendo il sistema delle concessioni al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse e prevedendo sistemi tariffari premianti;

  • Riqualificare le aree di verde pubblico con semplici impianti (porte, canestri, attrezzi) e provvedere alla manutenzione di quelli esistenti (ad esempio installare canestri dove è possibile nei campi giochi o nei giardini per portare più giovani ad avvicinarsi al basket)

  • Promuovere progetti di collaborazione tra scuole primarie e le società sportive;

  • Promuovere e incentivare grandi eventi sportivi nelle strutture esistenti (Campionati Italiani anche giovanili, Campionati Mondiali/Europei) con la verifica delle ricadute (economiche e sociali) sulla città;

  • Incoraggiare l'attività sportiva per il mantenimento delle autonomie e delle capacità funzionali e aerobiche (ballo, ginnastica soft, camminate e/o nuotate e/o gite in bici collettive) nei centri diurni per anziani.

  • Dare sostegno a tutte le squadre, specialmente degli sport più praticati sul nostro territorio (calcio, pallavolo, rugby), perché possano più facilmente attrarre giovani ed avviarli all'attività sportiva.

  • Trovare adeguati spazi per favorire lo sviluppo del Triathlon e dell'Atletica e la creazione di campi da Tennis comunali all'aperto per soddisfare la crescente richiesta. Vogliamo inoltre identificare nuovi spazi da dare in gestione alle associazioni già esistenti che si dedicano alla Boxe e alla Scherma, troppo poco valorizzate nonostante i successi piacentini degli ultimi anni.

  • Portare a compimento il progetto recentemente approvato di una nuova piscina pubblica, aumentandone, se ancora possibili, la dimensione da 33 a 50 metri.

  • Coordinare tutte le federazioni e tutte le società di Piacenza per capire i loro bisogni e le loro priorità e per dare uguale rilevanza a tutti gli sport. Dobbiamo rendere facile l'accesso all'attività sportiva per gli atleti e soprattutto per le società e tutte le ASD presenti nel comune.

  • Organizzare eventi sportivi in centro storico di levatura regionale o nazionale (come ad esempio l'arrivo di una tappa del Giro d'Italia) che possano coinvolgere un interesse diffuso e contribuire così alla promozione della città.

Tutto questi progetti potranno essere realizzati solo grazie ad una collaborazione attiva tra CONI, Federazioni Sportive ed Enti di Promozione presenti sul nostro territorio. A questo scopo svilupperemo un tavolo permanente di consultazione che creerà un filo diretto tra l'Amministrazione Comunale ed il mondo dello sport.

15. Il nostro grande fiume

"Non c'è dubbio, è il Po il vero "cuore" di Piacenza, la vera anima della città, non Piazza Cavalli o Piazza Duomo. Sul fiume e sulle sue sponde si andava a nuotare, a giocare, a mangiare le granatine sull'isolotto Maggi, a vedere i tramonti. Infatti, è proprio il Po la prima ragione per l'esistenza di Piacenza.

Non a caso, l'antica colonia romana di Placentia fu fondata nel 218 a.C. su un preesistente insediamento celtico proprio perché si trovava sul fiume Po, l'antico Eridanus. E la città cominciò così la sua storia proprio perché al centro di un ampio e fertile territorio fra due fiumi: il Po e il Trebbia. E nota era la sua importanza come città fluviale sin dall'epoca medievale attestata pure per secoli dai numerosi statuti e codici che regolavano l'attività dei "navaroli", una sorta di marinai del fiume, organizzati in corporazioni e che abitavano la parte bassa della città: il quartiere di S. Agnese.

E il colpo d' occhio doveva essere di certo ben diverso quando, sino ad un paio di secoli orsono, Piacenza rivolgeva la sua possente cinta muraria direttamente al Po ed era collegata al fiume tramite un canale navigabile oggi scomparso: il Fodesta.

E molto più recentemente anche lo scrittore Giovannino Guareschi, nella sua prefazione di "Don Camillo" sosteneva che "Il Po comincia proprio a Piacenza". E a Po s' andava per ricercare indimenticabili atmosfere capaci di sottili e nascoste emozioni o per ritrovare l'istintiva simpatia dei vecchi barcaioli e delle loro storie, dove i fatti diventano leggende e le leggende eventi reali. Gente che da sempre aveva legato la propria esistenza con l'avventura del fiume e nel fiume si era sempre riconosciuta, identificata negli stessi problemi e speranze. Una matrice umana e ambientale che aveva saputo originare la cosiddetta "civiltà del fiume" in un corretto equilibrio tra uomo e ambiente e che da sempre aveva intrecciato la propria vita con questi borghi rivieraschi.

Purtroppo recentemente l'autostrada e prima ancora la ferrovia hanno interrotto quel rapporto diretto che c'era col fiume, quasi che la città voglia affermare il suo distacco e indipendenza dal fiume stesso.

Ci si augura quindi un Po e un lungo fiume che possano finalmente affrancarsi dal degrado di questi ultimi decenni e che possano, infine, essere riconsegnati a una città in grado di riscoprire ancora la propria peculiarità fluviale e il suo "vero cuore". Piacenza potrebbe così tornare a essere una città in cui l'acqua e le sue sponde siano elementi organici del suo tessuto urbano e umano.

E il turismo fluviale potrebbe benissimo rappresentare una di queste risorse, non trascurabile. Un turismo fluviale in grado di fare in modo che il Po e l'argine cittadino possano ritornare ad essere un luogo di attrazione, di scambio sociale e culturale, volano di sviluppo oltre che artefice di ritrovate emozioni e suggestioni. Un lungo Po restituito a nuova vita e riservato solo a biciclette e pedoni, fatta salva la possibilità di accedere in auto ai parcheggi delle due storiche Società Canottiere presenti in zona: la Nino Bixio e la Vittorino da Feltre. Perché, inoltre, non "allargare" il Centro Storico verso nord, verso il fiume, ripartendo proprio dal comparto militare, oggi "periferico" nonostante disti poche centinaia di metri da Piazza Cavalli? Così la Caserma Niccolai, Piazza Cittadella con Palazzo Farnese, il bastione S. Sisto e così pure il Laboratorio Pontieri che si affaccia proprio sulle mura farnesiane, potrebbero benissimo diventare un volano per un nuovo rinascimento urbano e commerciale. Presidi naturali per accogliere musei, gallerie, laboratori d' arte e negozi.

Bisognerebbe, quindi, essere tutti veramente convinti che il Po potrebbe essere una reale opportunità di sviluppo e crescita generale: Enti e Amministrazioni locali, Associazioni, ma soprattutto i cittadini stessi, motore della Società Civile. Per questo sarebbe opportuno ed essenziale "fare squadra" e concorrere alla creazione positiva di una immagine del Po. Una sorta di "marchio" del fiume mediante l'utilizzo di nuovi modelli avanzati di comunicazione e marketing che possano concorrere alla creazione di un turismo fluviale in grado di promuovere e valorizzare una compatibile navigabilità, attività sportive quali pesca, canottaggio e sport acquatici in generale. Ideale sarebbe pure l'incentivazione del recupero di tutta una serie di architetture rurali golenali, dell'individuazione di percorsi e itinerari ciclopedonali, nonché dell'attivazione di circuiti enogastronomici ricavati in tradizionali "locations" dell'ambiente fluviale.

Nello Vegezzi, variegato ed eclettico artista piacentino così scriveva: "Mio vecchio Po / rieccoci noi due / gonfi e muti / a rimuginare in vortice l'angoscia / della vita"


16. L'Immigrazione

L'attuale modello Comunale di accoglienza "diffusa integrata", ovvero la collocazione di gruppi di migranti in zone residenziali adibite a strutture d'accoglienza, non solo non soddisfa la domanda dei cittadini che pretendono un uso razionale del denaro e degli spazi pubblici, ma non esaudisce nemmeno la risposta in quanto a ordine e sicurezza.

Se questo modello fosse applicato con rapporti numerici notevolmente inferiori, coinvolgesse etnie disomogenee, e fosse progettato da servizi qualificati e coordinati, potremmo confidare in una progressiva integrazione, ma alla luce di quanto sta accadendo nella nostra città, non potremo attenderci nulla di diverso dal sistematico aumento del conflitto sociale.

Alcune aree cittadine si sono già ritagliate la fama di ghetti, e vissute come un far west urbano avaro di prospettive differenti dalla delinquenza.

Alla luce del fallimento dei vecchi modelli teorici di integrazione, il Comune si proporrà di abbattere le falle concettuali che portano all'impoverimento della qualità della vita sia dei migranti che dei residenti, contestualizzando la presenza dei richiedenti asilo attraverso un percorso organico che preveda l'utilizzo di strutture hub, volte a garantire un maggiore controllo iniziale, e favorire accesso in un percorso residenziale ai soli progetti SPRAR.

L'opinione pubblica attesta Piacenza al 99° posto, su 110 in Italia, in materia di percezione della sicurezza, e siamo secondi a livello nazionale nel rapporto popolazione-immigrati. Non facciamo mistero che i due numeri potrebbero essere collegati, come non è un mistero che se gli stessi numeri fossero invertiti parleremmo oggi di una Piacenza migliore.

Non è l'immigrato che ci spaventa, e nemmeno la sfida dell'integrazione, ma l'accoglienza tout court di un numero imprecisato di individui che non sono educati al condividere la nostra base normativa, si presta unicamente ad inconcludenti progetti di residenzialità volti a rafforzare l'immagine dello straniero come uno sgradito ospite nullafacente che migra alla ricerca del WiFi.

Sarà fondamentale che Comune e Prefettura ritornino a dialogare, per una collaborazione responsabile e soprattutto attenta alle necessità dei nostri cittadini.

E poi:

  • Ribadire la centralità di ASP Città di Piacenza come interlocutore per i servizi di accoglienza integrata.

  • Uniformare con i gestori privati un codice di comportamento degli ospiti, delineando inoltre uno standard di riferimento per la qualità delle aree dell'accoglienza, del personale operativo e dei servizi.

  • Richiedere l'ingresso di Piacenza nel programma "Strade Sicure".

  • Sostenere i migranti che intendono effettuare il rimpatrio volontario.

  • Ripensare i modelli di accoglienza al fine di garantire in primo luogo la sicurezza dei cittadini, disponendo strutture maggiormente contenitive per i richiedenti asilo, facendo da contrappeso ad una maggior inclusione dei progetti SPRAR e dei nuclei familiari con minori.

  • Introdurre, per ogni richiedente asilo presente sul territorio comunale, un tesserino identificativo che rimandi alle generalità del soggetto e della struttura di appartenenza.

  • Bonificare radicalmente le aree urbane, oggetto di degrado e delinquenza, occupate abusivamente.

  • Il Comune, dove ne avrà facoltà, sarà promotore di progetti di formazione e servizi alla cittadinanza per quei richiedenti asilo che si riveleranno collaborativi e desiderosi di rappresentare una reale risorsa per la nostra città.

  • Garantire i servizi CPIA di alfabetizzazione primaria A0/A1, senza tralasciare i percorsi di istruzione superiore B1/B2.

  • Predisporre corsi di formazione professionale e tirocini, attraverso il confronto con le imprese e aziende del territorio, così da garantire manodopera qualificata all'economia locale.


La multiculturalità è una contingenza, non un obiettivo. Le culture dei popoli migranti rappresentano una dimensione folkloristica di sicuro interesse, ma non dimentichiamoci che oltre a balli, canti e copricapi variopinti, esistono altri aspetti come la medicina, la libertà, il diritto, e tante altre eccellenze che fanno dell'Italia una meta, e non un luogo da abbandonare.